L’Albero del Manuka

Cenni di botanica
Famiglia: Myrtaceae
Genere: Leptospermum
Specie: scoparium
Nomi comuni: New Zeland teatree, Manuka Myrtle, Broom Teatree

L’ epiteto specifico latino ”scoparium” significa ”come la scopa” ed è riferito ai generi botanici dell’ emisfero Settentrionale come Genista e Cystus, ai quali  assomiglia superficialmente ma ne è imparentato solo lontanamente. Cresce allo stato spontaneo nelle terre vergini della Nuova Zelanda in  condizioni climatiche estreme. Si presenta come un cespuglio molto prolifico che cresce fino ai 2-5 m di altezza, solo raramente raggiunge i 10-15 m. E’ sempreverde con ramificazioni dense, presenta foglie piccole e sottili profumate con la punta corta. I fiori sono bianchi o rosei, anch’ essi profumati, con un diametro di 8-15 mm, raramente 25 mm e presentano una corolla con 5 petali. Il legno è duro e compatto.

Spesso il Manuka viene confuso con il Kanuk, la Kunzea ericoides, che si differenzia da esso per la consistenza del fogliame, mentre la K.eicoides presenta foglie morbide, la Manuka presenta una consistenza fogliare spinosa. Le due piante differiscono anche per i frutti che sono capsule, nel Manuka sono presenti tutto l’ anno e di dimensioni maggiori rispetto a quelle della Kunzea, piu piccole e non sono presenti tutto l’ anno.

Il Manuka viene coltivato per le sue proprietà aromatiche, quindi per estrarne gli olii essenziali, la produzione di miele e per le applicazioni del legno che se ne ricavavano ( fabbricazione di attrezzi, ecc..). I trucioli vengono usati per affumicare pesce e carne.

Medicina tradizionale e moderna

Il Manuka venne usato in epoca pre-europea dai Tohunga, i guaritori Maori, e lo è ancora:

• Il decotto di foglie era indicato per i disturbi urinari e come febbrifugo;
• Il vapore della bollitura delle foglie, usato per fare suffumigi contro il raffreddore e congestione nasale;
• Il decotto di foglie e corteccia usato: per frizioni contro rigidità muscolari e dolenzia articolare, e per alleviare problematiche del cavo orale, laringe e faringe;
• La gomma bianca , essudato dalla corteccia, è emolliente, chiamata Pai Manuka, veniva somministrata ai lattanti e usata per curare ustioni lievi e piccole scottature;
• La corteccia favorirebbe il sonno, se masticata.
• L’ olio essenziale di Manuka, ottenuto per distillazione in corrente di vapore dalle foglie, viene utilizzato in medicina popolare Maori e nell’ industria farmaceutica moderna principalmente  per l’ azione:

– Febbrifuga;
– Decongestionante delle vie aeree, mucolitico;
– Contro i disturbi delle vie urinarie;
– Rilassante del sistema nervoso, muscolare e antidolorifico osteomuscolare;
– Antimicotico, antisettico, antivirale;
– Cicatrizzante in caso di problemi della pelle, quali: acne, eczemi, herpes, micosi, psoriasi;
– Immunostimolante, antistaminico, vasodilatatore.

L’ olio essenziale di Manuka può essere usato in diffusore sia in acuto per alleviare le vie respiratorie ma anche in prevenzione nei periodi più rischiosi. Per un risultato immediato si può diluire in un olio vegetale( oliva, girasole, mandorle, ecc) e poi spalmare nelle gola o nel petto in modo da agire sulle vie respiratorie.

Si può applicare sulla pelle, sempre diluito in olio vegetale per trattare punture di insetti, meduse, acne, eczemi, pruriti e irritazioni anche da contatto ( esempio: con l’ ortica). Sempre diluito può essere utilizzato per trattare Candida albicans e altri funghi come Candida tropicalis e Malassezia furfur( che provoca forfora e dermatite seborroica).

Diluito in un cucchiaino di miele e poi sciolto in po’ d’ acqua si può usare per alleviare problemi gengivali, stomatiti e afte.

Da anni è stata scoperta, dopo vari studi scientifici, che ancora oggi proseguono, la  traordinaria attività antibatterica del miele di Manuka.

Il Miele di Manuka viene ottenuto dal laborioso lavoro delle api che impollinano l’ albero di Manuka, il Leptospermum scoparium, originario dellam Nuova Zelanda e dell’ Australia. Questo pregiatissimo miele apprezzato in tutto il mondo per le grandiose proprietà salutistiche, è consumato dalle popolazioni native neozelandesi ( Maori) da molti anni poi diffusosi in tutto il mondo grazie alle scoperte scientifiche che ne hanno confermato la potente azione terapeutica dovuta principalmente alla presenza dell’ elevata concentrazione di composti antibatterici, unica, rispetto agli altri tipi di miele conosciuti e studiati.

Miele di Manuka: componenti, proprietà, ricerca e attività terapeutica.

Il miele di Manuka, detto ”oro giallo”, viene elaborato nell’ apparato digerente delle api a partire dal nettare raccolto dai fiori di Manuka, viene poi trasformato e arricchito con diverse sostanze ( soprattutto enzimi) provenienti dal corpo delle api, deposto nei favi e fatto maturare.
E’ un alimento molto energetico ( circa 300 Kcal/ 100g) costituito da zuccheri semplici quali glucosio, fruttosio e saccarosio.* Le api possiedono un’ enzima, la glucosio-perossidasi, che sintetizza, in tutti i tipi di miele il Perossido di Idrogeno dalle note proprietà antisettiche efficace
in una provetta da laboratorio ma se viene messa a contatto con fluidi e tessuti corporei viene distrutta, quindi è inefficace sull’ uomo. Tutti i mieli hanno una blanda azione disinfettante, ma il miele di Manuka ha più di qualcosa in più.

Innanzitutto contiene fino a 4 volte la quantità di Amminoacidi, Vitamine del gruppo B, Calcio, Magnesio e Potassio rispetto al comune miele crudo. Nel 1991 Il professor Peter Molan dell’Università di Waikato sottopose il Miele di Manuka ad un processo enzimatico per eliminare i Perossidi, nonostante ciò egli notò che questo miele manteneva un effetto antibatterico di gran lunga superiore a quello di altri mieli monoplanta. Quindi, per lo scienziato alcuni tipi di miele di Manuka possiedono un attività supplementare non dovuta a Perossido di idrogeno e che mantiene la sua efficacia in vitro : l’ attività non perossidica.

Nel 2008 un gruppo di ricercatori dell’università di Dresda guidata dal professor Henle scoprirono una sostanza responsabile dell’attività di questo miele: il Metilgliossale ”MGO”.
Il Metilgliossale è stabile al calore e alla luce, all’acidità dello stomaco e all’effetto degli enzimi digestivi, perciò il miele di Manuka mantiene attive le sue capacità per lungo tempo una volta confezionato e perfino una volta ingerito.

Il MGO deriva dalla decomposizione del Diidrossiacetone, presente in grosse quantità nel nettare di Manuka. È il principio più attivo anche se sono presenti altri sostanze non ancora note che agiscono sinergicamente contribuendo all’effetto particolare di questo miele contro le infezioni. L’ azione non è limitata all’ attività antibatterica, ma è nota anche la stimolazione alla produzione di cellule speciali deputate alla riparazione dei tessuti infetti. Nel1960 partirono parecchie ricerche che portarono ad evidenze scientifiche circa le proprietà antitumorali del Miele di Manuka( dovute al MGO che parrebbe inibire la sintesi proteica delle cellule
tumorali).

La sua peculiare azione antibatterica è dovuta all’ attività non perossidica e alla presenza del Metilgliossale, MGO, contenuto in maggiori quantità nel miele di Manuka rispetto ad altri tipi di miele. Esiste una sinergia di più fattori che realizzano, nel miele di Manuka, l’ attività batterica non perossidica ed il Metilgliossale è solo uno di questi fattori. Gli studi attuali non hanno ancora portato alla luce tutti gli elementi che supportano questa speciale attività. Non tutti i mieli di Manuka sono uguali e quindi non tutti possiedono le peculiari proprietà salutari conosciute.

Per poter valutare la capacità antibatterica il Prof. Molan ha coniato un’ unità di misura, l’ Unique Manuk Factor o UMF, per identificare la diversa efficacia terapeutica delle differenti produzioni di miele di Manuka, creando così uno standard globale per garantire la commercializzazione di prodotti qualitativamente elevati.
L’UMF indica la ricchezza di componenti antibatterici e quindi l’ azione curativa più attiva. Per esser terapeutico l ‘ UMF dev’ essere minimo pari a 10. Di recente è entrata in uso una nuova unità di misura, sviluppata nell’ università di Dresda, definita dalla quantità di MGO presente nel miele, ma la potenza del miele viene anche valutata però prendendo in considerazione l’
insieme di tutti i componenti antibatterici. Occorre saper scegliere il miele di produttori affidabili che certifichino la presenza di Metilgliossale. In commercio esistono mieli con concentrazioni di MGO che vanno da 100 a 550 mg/kg. Più quest  valore è alto, maggiore è
l’attività antibatterica.

Un indice molto importante da valutare è l’Indice di Attività Antibatterica, IIA, che insieme all’UMF misurano l’attività non perossidica. Questi due indici vengono valutati in laboratorio comparando l’ attività del miele di Manuka su Stafiloccocco aureo e paragonando quest’ ultima a quella di una soluzione acquosa di fenolo che è un disinfettante chimico. Per esempio :un miele con un’attività antibatterica pari a quella di una soluzione di fenolo al 10% è un miele con IAA 10+; diversamente un miele con un’attività antibatterica pari a quella di una soluzione di fenolo al 15% è un miele con IAA 15+.

Vari studi sono stati effettuati su diversi ceppi di Pseudomonas aeuriginosa e Staphilloccocus aureus con risultati eccellenti che confermano la proprietà antibatterica del Miele di Manuka.
I ricercatori dell’università di Waikato hanno riscontrato che l’attività antibatterica del miele di Manuka può perfino arrestare la crescita di ceppi batterici di Staphylococcus aureus resistenti agli antibiotici senza dare luogo a fenomeni di antibiotico resistenza.

Come e quando si usa il Miele di Manuka

In presenza di:
• Graffi, tagli e ustioni minori : gli enzimi presenti nel miele eliminano le cellule morte e facilitano la proliferazione del tessuto nuovo e sano, abbreviando i tempi di guarigione ( secondo Naturale Medicine );
• Acne e eczemi: può essere applicato sulla pelle, lasciato agire per 10 min poi si risciacqua con sapone delicato, questo per prevenire e trattare la proliferazione dei batteri responsabili dell’acne, acne rosacea, orticaria, eczemi, psoriasi ecc;
• Pelle molto secca: applicare un velo sottile nella zona da trattare;
• Gengivite e altre malattie paradontali: il suo mix di minerali e antibatterici riduce la placca e previene le infiammazioni del cavo orale;
• Tosse e mal di gola: aiuta a lenire l’ infiammazione e stimola il Sistema Immunitario riducendo e fermando la crescita batterica.
• Raffreddore e sinusite libera il naso chiuso e tratta le infezioni delle vie nasali;
• Allergie: parecchi studi mettono alla luce che il consumo giornaliero di questo miele aiuti a ridurre i sintomi delle allergie stagionali;
• Punture insetti: applicare un velo direttamente nella zona da trattare;
• Insonnia: un cucchiaino prima di andare a letto riduce il tempo di addormentamento;
• Difficoltà digestive: bruciore di stomaco, reflusso gastro-esofageo, gastrite e ulcera.

Sembra addirittura efficace nel trattamento di Helicobacter pylori, anche se data la gravità di questa patologia è sempre bene evitare l’automedicazio e. Un cucchiaino di miele di Manuka in bocca o sciolto in acqua tiepida, mai calda, fino a 3 volte al giorno.
Il miele di Manuka è consigliato quando è necessario un sostegno al Sistema Immunitario contro le infezioni del tratto respiratorio superiore: raffreddore, mal di gola, tosse influenza.
I ricercatori dell’università di Waikato hanno riscontrato che l’attività antibatterica del miele di Manuka può perfino arrestare in vitro la crescita di ceppi batterici di Staphylococcus aureus resistenti agli antibiotici senza dare luogo a fenomeni di antibiotico resistenza.

Caratteristiche organolettiche

Il miele di Manuka è viscoso-cremoso per la presenza in una tipica proteina colloidale che le conferisce proprietà tixotropiche, cioè in grado di diminuire la propria viscosità se viene agitato.
• Colore: giallo-marrone scuro
• Sapore: forte con sentori di olii essenziali, erba e minerali
• Gusto: dolce con retrogusto amarognolo
• Aroma: ricorda la terra umida e la pianta Erica.

* sostituendo lo zucchero bianco da tavola con il Miele di Manuka si ottiene fino al 30% in meno delle calorie. Ha però un potere dolcificante inferiore come pure è inferiore l’ indice glicemico per cui è consigliato di usarlo con cautela in presenza di patologie come diabete, ipertrigliceridemia e nelle diete contro il sovrappeso. E’ naturalmente privo di colesterolo, lattosio, glutine e istamina.