Artiglio del diavolo: pianta con grandi benefici e proprietà. A cosa serve?

L’artiglio del diavolo è una pianta erbacea della famiglia delle Pedaliacee,  il suo nome scientifico è Harpagophytum Procumbens, dal greco “pianta uncino”. Nel ‘900 il tedesco Mehnert scoprì che gli indigeni africani usavano la radice dell’artiglio per curare diverse patologie. Nel 1953 Volk portò la radice in Europa e iniziarono gli studi nelle università tedesche. Furono isolati tre glicosidi (harpagosid, harpagid e procumbid), ritenuti i principi attivi dell’artiglio del diavolo.

Nel Kalahari è usato da secoli per curare molte malattie, dai disturbi gastrointestinali alle infezioni e alle piaghe. Solo le radici laterali a 1,5 m di profondità hanno il principio attivo, la raccolta è difficile e rende poco, circa il 15% (100 kg di radici fresche per 15 kg di estratto).

Per quali disturbi viene usato l’artiglio del diavolo?

Gli estratti della radice contengono l’arpagoside, che è stato testato per i suoi effetti benefici sull’artrite reumatoide degenerativa, gotta, dolori muscolari (mialgia), tendiniti, dolori intercostali, bruciori di stomaco, febbre e emicrania.

Viene raccolto in Africa meridionale, da popolazioni povere e venduto per la lavorazione all’estero. E’ molto usato in occidente per le sue proprietà anti-infiammatorie e analgesiche. Nei paesi dove vi è la prescrizione di prodotti erboristici, come la Germania, rappresenta il 75% del numero totale delle prescrizioni per i reumatismi. È utilizzato in medicina popolare africana  nella difficoltà di parto, dolori mestruali, allergie, inappetenza e malattie renali, per uso esterno viene usato come cataplasma per le infiammazioni.

 Gli studi sull’artiglio del diavolo

Gli studi sull’uomo dell’estratto secco titolato in arpagoside, sono stati fatti su pazienti artrosici, con risultati di efficacia dal 42% all’85% a seconda del tipo di artrosi e dei sintomi. Il risultato si è notato dopo circa 7-8 giorni, e rimane immodificato durante la cura. Il dosaggio utilizzato per lo studio variava da 600 a 1200 mg di estratto secco titolato al giorno e come durata andava dai 60 ai 90 giorni.

L’assunzione di artiglio del diavolo, associato ad anti-infiammatori non steroidei, contribuisce a ridurre il dolore associato con osteoartrite. Alcuni studi hanno provato che l’assunzione dell’artiglio del diavolo permette di diminuire notevolmente la dose di farmaci di categoria FANS per migliorare sindromi dolorose di media intensità.

L’estratto acquoso di Artiglio blocca la sintesi delle prostaglandine E2 e dell’Ossido nitrico, inibendo l’aumento della COX2 stimolato dal lipopolisaccaride. Ciò dimostra l’azione antiflogistica esplicata mediante il blocco della COX2.

Gli effetti collaterali sono molto rari e non rischiosi, il più comune è la diarrea che si è riscontrata nell’8% dei partecipanti alla ricerca. Altri effetti indesiderati rari possono essere: reazioni allergiche alla pelle, variazioni della pressione sanguigna con possibile ipotensione, soprattutto se associato a farmaci per la pressione alta.

Comunque il suo uso a lungo termine, sia interno che applicato sulla pelle, è sicuro e privo di rischi. Non avendo studi alle spalle in queste fasi non si utilizza in gravidanza ed allattamento, soprattutto perchè in medicina popolare la pianta fresca è applicata sulla pancia per favorire le contrazioni nei parti difficili.

Altre patologie in cui l’artiglio del diavolo è utile

Gotta: è una forma di artrite infiammatoria, data dall’accumulo di acidi urici, prodotti di scarto che si accumulano dal metabolismo delle proteine provocando dolore, soprattutto ai piedi, ma anche altre articolazioni, caviglie, ginocchia, mani, gomiti e, raramente i tessuti molli e i tendini.

L’artiglio è in grado di ridurre la gotta grazie alla sua capacità di depurare l’organismo dalle scorie. Molti studi hanno dimostrato la riduzione del dolore nei pazienti con gotta.

In caso di diabete: può abbassare i livelli di glicemia nel sangue. Se associato a farmaci ipoglicemizzanti, occorre che il medico aggiusti la dose di farmaci.

Gli studi hanno evidenziato l’effetto inibente nei confronti della cicloossigenasi-2 che rende l’assunzione dell’artiglio del diavolo da parte di soggetti affetti da problematiche di tipo gastrointestinale non consigliabile. Infatti, in caso di ulcera peptica, può aumentare la secrezione di acido nello stomaco, quindi si deve valutare l’utilizzo di questo estratto.

art

Posologie

  • Come antinfiammatorio e in artrosi e patologie artritiche: estratto secco 200 mg per 2/3 volte al giorno
  • Mal di testa: estratto analcolico 30 gocce fino a 3 volte al dì.
  • Dolori muscolari: tintura madre 40 gocce in un poco d’acqua  2/3 volte al dì.

 

mal-di-testa

Forme farmaceutiche disponibili

  • Estratto secco: 100-250 mg in capsule o pastiglie, in genere servono almeno 1,8% di iridoidi e l’80% in arpagoside (principio attivo).
  • Tintura madre: è solitamente consigliato l’estratto 1:1.
  • Infuso: la tisana è amarissima, si usa un cucchiaio raso per tazza e dieci minuti di infusione.
  • Tintura madre: da sola o assieme ad altre tinture a seconda delle esigenze

Curiosità

L’artiglio è un’erba originaria della Namibia, chiamata artiglio del diavolo per le radici della pianta simili ad artiglio. I racconti popolari dicono che se gli animali camminano sulle sue radici iniziano a saltare per il dolore (e sembrano indiavolati).

Sul nostro sito e-commerce puoi trovare l’artiglio del diavolo in varie forme, scegli quella che fa per te!

Lascia un commento